La tavola, che può essere usata per diversi giochi considerati gli antenati dell'odierno Backgammon, ha origini antichissime.La più lontana testimonianza, costituita da un ritrovamento in una tomba reale di Ur, antica capitale Sumera, è datata 2500 a .C. Si hanno notizie della sua diffusione nell'antico Egitto, probabilmente conosciuto con l'odierno nome arabo: taula, ed in Grecia dove è nominato nelle opere di Omero, Erodoto, Sofocle, Euripide e Platone col nome di Tavli. Una sua variante è conosciuta anche nel mondo latino col nome di Ludus Duodecima Scriptorum. Nel periodo delle crociate si hanno testimonianze di editti emessi da Filippo di Francia e Riccardo cuor di Leone tesi a vietarne l'uso alle truppe altrimenti distratte dai loro compiti. Descrizioni più precise delle tavole e delle diverse regole dei possibili giochi si trovano nel Libros de los Juegos fatto stilare attorno al 1280 d.C. da Alfonso X “il Saggio”, sovrano di Castiglia e Leon, che volle confezionare un vero e proprio manuale antologico dei giochi in voga nel XIII secolo. |
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| Sempre nella seconda metà del 1200 si hanno testimonianze del gioco in Italia: il poeta Cecco Angiolieri sembra essere stato un autentico estimatore di questo gioco conosciuto col nome di Tavola reale. | ![]() |
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